Ricerche archeologiche Ticino

Ricerche archeologiche in Ticino nel 2001
Rossana Cardani Vergani, responsabile Servizio archeologico cantonale 

(Ufficio Beni Culturali)

Chiesa San Giovanni Battista a Leontica

Nel notiziario dello scorso anno terminavamo citando lo scavo in corso presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Leontica.

La ricerca archeologica conclusasi all’inizio del 2001, ha riservato non poche sorprese relativamente alle fasi costruttive e non di meno all’aspetto decorativo dell’edificio medievale che ci teniamo a ricordare si trova a poca distanza dalla celebre chiesa di Sant’Ambrogio vecchio di Prugiasco,meglio noto oggi come San Carlo di Negrentino.

  • Ipotesi di preesistenze altomedievali

  • La chiesa romanica

  • II portico

  • La chiesa biabsidata

  • Gli affreschi

Ipotesi di preesistenze altomedievali

 Alcuni elementi riportati alla luce fanno ipotizzare la presenza di una costruzione preromanica completamente distrutta dalle fasi successive.Uno degli elementi a favore di questa tesi è da vedere nell’antico campanile, documentato fotograficamenteprima del 1925, anno della sua demolizione. Virgilio Guardoni nel Romanico menziona il campanile e lodefinisce come il secondo di tutta la valle, per antichità di attestazione.Allo stato attuale delle conoscenze si ipotizza che il primitivo campanile dovesse esistere prima della chiesaad una navata con abside semicircolare, da riferire all’epoca romanica. Quest’ultima infatti sembra appoggiarsi alla muratura del campanile.

L’area cimiteriale, posta a meridione dell’edificio di culto, ha evidenziato nello strato inferiore dieci sepolture caratterizzate da un orientamento, spostato verso nord-est di circa 20° rispetto alle tombe superiori.

Queste sono costruite in modo regolare con grandi piode e ordinate nel terreno in modo da ipotizzare un’area cimiteriale limitata nel tempo. Riferendoci alle tombe più antiche non escludiamo di essere in presenzadi un’area cimiteriale altomedievale legata ad una costruzione completamente distrutta.

Purtroppo non sono emersi reperti che permettano una datazione certa di queste sepolture.L’area cimiteriale successiva vede un innalzamento della quota con un utilizzo prolungato nel tempo, di circa700 anni.

Il defunto è inumato con la testa a ovest (sguardo rivolto a est) con le braccia lungo i fianchi.

La chiesa romanica

 La costruzione più antica individuata durante la ricerca archeologica poggia direttamente sulla roccia. Citataper la prima volta nel 1204, si trattava di una sala rettangolare di m 10.00 x 5.20, corrispondente quindi a undoppio quadrato, conclusa a est da un coro semicircolare del diametro di circa m 5.00, di cui si conserva testimonianza nel settore settentrionale.I muri perimetrali dello spessore di cm 60-65, a sud sono quasi completamente distrutti dalle varie fasi successive, mentre a nord si conservano parzialmente anche quelli del settore absidale. Un pavimento in piodee la roccia definivano la quota di camminamento all’interno della chiesa.L’orientamento est-ovest dell’edificio segue l’andamento della venatura della roccia e si trova al limite delpianoro formato da quest’ultima. Il pianoro è naturale; in alcune zone dove la roccia troppo alta è stata livellata sono ancora visibili i segni della lavorazione alla punta. La quota di camminamento presenta una contropendenza verso est di cm 15-20. Interessante la posizione del muro di facciata, con un’angolazione leggermente diversa rispetto ai muri laterali, che rispetta il limite ovest della roccia. All’esterno della chiesa sitrova l’area cimiteriale: a meridione troviamo sepolture di adulti mentre in facciata troviamo sepolture di neonati e bambini.

Alcune monete e oggetti appartenenti al defunto, rinvenuti nella terra di cimitero, permettono di collocare le prime sepolture attorno all’inizio del XII secolo.

II portico

 Davanti alla facciata della chiesa romanica sono stati riportati alla luce i resti murari di un portico. Questoha potuto essere identificato grazie alle fondamenta del muro sud, eseguito con grandi sassi naturali legaticon malta di calce. La dimensione del portico è da inscrivere in un rettangolo la cui facciata doveva trovarsi sul sedime di quella della chiesa attuale. A conferma della presenza di un portico troviamo un’area particolareggiata, con sepolture di neonati e bambini inumati parallelamente alla facciata della chiesa.

La chiesa biabsidata

Questa fase – in base ai ritrovamenti monetali da riferire alla metà del ‘400 – è caratterizzata dal raddoppiodella navata, che viene conclusa da un secondo coro semicircolare.

La parete meridionale della chiesa roma-27Associazione Archeologica Ticinesenica viene così distrutta e sostituita da un pilastro sostenente un probabile soffitto ligneo. I nuovi muricostruiti a meridione e a occidente, all’interno della primitiva area cimiteriale, posano su una fondazione dinotevoli dimensioni sia in larghezza che in profondità.Lo spazio utile per il culto viene così raddoppiato, in modo da dare vita ad una struttura a due navate dalledimensioni di circa m 10.00 x 9.20. Del pavimento non troviamo nessuna traccia. Si può proporre sulla basedelle Visite Pastorali e dei resti individuati nella ripiena della fase successiva, un piano di camminamentoformato da un pavimento cementizio dello spessore di circa cm 10-15. A meridione e a occidente persistel’area cimiteriale con sepolture inumate in tombe delimitate da piode posate a coltello.Questa chiesa affrescata all’inizio del Cinquecento da Antonio da Tradate e dalla sua bottega -, è minuziosamente descritta nel 1608 dalla Visita Pastorale di Federico Borromeo e viene modificata solo parzialmente prima della metà del Seicento. Infatti le indagini archeologiche all’interno della seconda cappella laterale sud, hanno riportato alla luce una cappella di superficie inferiore all’attuale, la cui struttura si differenzia tuttavia da quella dedicata a San Carlo e citata dalle Visite Pastorali di fine Seicento.

Solo nel 1682 infatti viene descritta una chiesa con soffitto piano, coro poligonale voltato e due cappelle,dedicate rispettivamente alla Madonna e a San Carlo. La chiesa seicentesca vede così il rinnovato settoreorientale legarsi ai muri laterali della navata, riferibili rispettivamente all’epoca romanica (nord) e alQuattrocento (sud). Nel materiale di riempimento utilizzato nel settore orientale seicentesco per livellare laquota del pendio all’altezza della roccia, si sono trovati resti della muratura della struttura precedente biab-sidata e una grande quantità di frammenti relativi agli affreschi cinquecenteschi che la decoravano.La chiesa tuttora esistente totalmente ricostruita negli anni 1778/84 da Giuseppe Lepori di Sala Capriascasecondo il progetto dell’architetto Tommaso Colonetti da Morbio Inferiore – è sorta sui resti della chiesa secentesca e ha rispettato il campanile romanico, poi demolito nel 1925, per fare posto all’attuale.

Gli affreschi

Come attestato dalle Visite Pastorali, la chiesa di Leontica doveva presentarsi riccamente affrescata, con cicli e riquadri vicini a quelli del San Carlo di Negrentino. Come detto, la costruzione seicentesca avrebbe distrutto l’importante testimonianza pittorica, conservandone tuttavia i frammenti nel materiale di riempimento.
Dopo la positiva esperienza di ricomposizione del materiale pittorico, messa in atto per la parrocchiale di Airolo, anche questa volta una studiosa di pittura murale medievale è stata incaricata del recupero e della ricostruzione delle scene. Il lavoro iniziato da poche settimane sta già dando importanti risultati.

Fonte: Ein Dienst der ETH-Bibliothek
ETH Zürich, Rämistrasse 101, 8092 Zürich, Schweiz.

www.library.ethz.ch

http://retro.seals.ch/digbib/view2?pid=bat-001:2002:14::34